La Profumiera


Sono metereopatica…
Giovedì, Settembre 27, 2007, 10:25 am
Archiviato in: mettici una pietra sopra, orgoglio, passato e futuro, pensieri, profumiera

Ieri pioveva, oggi piove… che schifo. Questi sono i momenti in cui ho la conferma che sono proprio metereopatica: il tempo lo patisco, mi crea degli sbalzi di umore indescrivibili. So essere felice e 5 minuti dopo triste, vorrei ridere e vorrei piangere. Oddio… non sono ancora paranoica. Riesco a contenere il tutto nella mia testa e non darlo a vedere. Ma che brutto, brutto, brutto…

Così penso che la mia vita è un casino, distillato puro di confusione. Non so cosa voglio e me la vivo senza filo logico. Senza distinguere il giusto dallo sbagliato. Sarà che la pioggia mi sta facendo dolorare le ferite…

Ma sarò solo io che penso, ricordo, rivivo? Basterà il tempo per dimenticare, cancellare, fare svanire tutto come una bolla di sapone? Anche se poi non voglio dimenticare momenti così dolci, pensare che non ritorneranno… dentro qualcosa mi dice che niente è perduto. Che il tempo risolverà tutto… Ma sono troppo orgogliosa per dare ragione a questa vocina…

E’ vero che tra due persone una ama più dell’altra, che soffre più dell’altra. Ma è una parte che non so mandare in scena, non sono abituata a non essere forte… maledetta pioggia, mi stai facendo rincoglionire…

PARENTESI FRIVOLA… CHE CI VUOLE: HO SCURITO I CAPELLI!!! ebbene sì. Non c’è totale differenza, ma io la vedo eccome! Mi sento quasi un’altra… E per l’inverno mi sembra meglio, l’avevo fatto anche l’anno scorso. E poi mi riporta indietro nel tempo, a fine febbraio, quando tutto il casino della mia vita doveva ancora succedere…

 



Trentenni # parte 2°
Mercoledì, Settembre 26, 2007, 9:47 am
Archiviato in: 30enni, amici, amore, bibbite, ma anche no, movida, pensieri, profumiera, sesso

Vi riporto un brano tratto dal blog Trentasenza… che invito ad andare a leggere… può far riflettere molto!!

e due link da visitare:

Teorema sulle trentenni – parte prima

Teorema sulle trentenni – parte seconda

Chissà se qualcuno si ritrova… io e Letizia, quando lo leggeremo insieme, ci faremo di certo grandi risate!!! 

Venerdì sera. Squilla il telefono:è Gigi. Alle 22 ha appuntamento al solito pub con Paolo, Stefano e tutti gli altri del gruppo storico per una serata tra amici. Invita anche me. Rido. Rispondo che non ho voglia delle solite “rimpatriate sfigate tra amici” composta da soli uomini, chiacchiere a sfondo sessuale e birra. Avrei avuto di meglio da fare. Il sabato prima, infatti, ad una festa in collina avevo conosciuto, grazie all’intraprendenza avuta da vari intrugli alcoolici, una tipa anche abbastanza figa. Se la tenessero per loro la serata sfigata. Alle 22 in punto mi becco con la tipa. Una tardona trentacinquenne con corpetto leopardato, minigonna tigrata, stivali pitonati. Insomma, uno zoo in libera uscita. Mi propone un locale modaiolo: “il trend house”. La tipa merita, è una bella donna accessoriata di tette labbra rifatte. Il locale invece è una caricatura di tutti gli archetipi fighetti: finto arredamento essenziale, gotan project in sottofondo, prezzi astronomici. Lei prende come da prassi un mojto, io un cola e rhum. Spendo 30 euro per queste due consumazioni, ma sto giocando una partita e devo rischiare. Emilia (questo il nome della tardona) ostenta una palese erre moscia fasulla. Mi infastidisce ma la scollatura lenisce questo senso di malessere. Inizia a decantare il locale asserendo che si “sta tranquilli” perché è “ un bell’ambiente con bella gente”. Mi guardo intorno e vedo che la bella gente ha l’aria triste, lo stesso taglio di capelli e il pulloverino sulle spalle.” Ci sediamo sul divano.a questa distanza mi accorgo di certe aratrate intorno agli occhi che il fondotinta non è riuscito a coprire. Racconta divertita di certe sue serate fighe a club esclusivi grazie ai suoi giri di amicizie, di vacanze fatte con amiche a capoverde per provare il fascino dell’uomo esotico, delle riunioni con queste ultime a casa sua per vedersi sex in the city. Dopo mezz’ ora a chiacchierare con lei sono in piena elefantiasi ma non demordo in fondo la serata è appena cominciata e potrebbe avere dei piacevoli sviluppi. Lei è affetta da una terribile logorrea e non mi lascia parola.,mi racconta conoscenze di posticini “in” dove poter mangiare bene, di non aver nulla da invidiare alle ventenni per vita sociale, che gli uomini della sua età sono tutti vecchi (anche se non vogliono ammetterlo).Intanto ordina ancora da bere.( ci credo, per quanto parla avrà la bocca secca). Ricontinua a raccontare, in ordine: viaggio a Sharm, il suo amore per il lavoro di manager, del suo capodanno a Cortina, di stare incredibilmente bene come single e di godersi la vita. Al quinto mohito getta clamorosamente la maschera e le viene una ciucca depressiva. Mi vomita quarantanni di problemi addosso asserendo di essere sola, triste e senza un uomo. Le dico che devo andare un attimo in bagno. Entro. Osservo che proprio sulla tazza c’è una piccola finestra. Forse riesco a passarci. Riesco. Corro via, libero. Libero dalla tardona, dai problemi, dai suoi racconti di vita vissuta negli ambienti in. Corro via, felice, lasciandola sola in quel locale che lei tanto ama. Corro via veloce, felice di raggiungere gli altri, per una sana, piacevole, vecchia rimpatriata sfigata tra amici.