Dolcetto o scherzetto???

Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Tuttavia le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all’inverno ed era necessario – allora come adesso – ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.  

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È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all’interno.

Questa usanza nasce dall’idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate,infatti oggi si pensa che queste vaghino nell’oscurità della notte per rivendicare la loro morte(conciate in maniera orrenda o meno) e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween dove quest’ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro “normale” paranormalità. L’usanza è tipicamente americana, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l’uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe,di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell’Emilia-Romagna, dell’alto Lazio e della Toscana (dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo).

NOI STREGHE PROFUMIERE, PERSONALMENTE, FESTEGGEREMO LA NOSTRA SERATA AL “TABATA”…

Baci a tutti, ci aggiorniamo a lunedì…

E sono 29…

E sono 29… o come dice Slaymer, 30-1!

  Cmnq è stato un gran bel we di festeggiamenti. Ho degli amici stupendi…

Ringrazio tutti per la festa stupenda, organizzata veramente bene, cena ottima, luci soffuse, musica e allegria. Perciò mando un bacio speciale a tutta la famiglia Tax, grazie anche per i bellissimi fiori! A tutti i miei amici, più o meno recenti, che mi dimostrano sempre di volermi bene ed essere presenti, alla mia dolce Lety, che senza di lei non so cosa farei. A Vale ed Ivan, ai miei “cugini” Denise e Roberto, che portando la piccola Elena hanno abbassato l’età media dei partecipanti! Al collega Marko e ad Ami, alla Giuly e a Claudia, a Francesco, a Demo e Viz… e infine, ma non per minore importanza al mitico gruppo dei migliori: la zia Michelle, Tiziano, Arturo, Paolo, Pasquale, Roby, il Vecchio, il Frisa che era in collegamento telefonico e il Ranzani che era lontano…

Ma quanto vi voglio bene??? Siete importanti e specialissimi… riadisco: ho degli amici stupendi.

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preparativi per la festa…

 Ebbene sì… siamo agli sgoccioli… sta per iniziare l’ultimo anno con il 2 davanti! E dal prossimo anno saremo a 30…

Così, mentre definisco l’elenco degli invitati alla festa, che mano a mano mi stanno dando conferma (grazie per la squisita cortesia!) penso alle cose più materiali del caso… tipo?? Ovvio!! COME MI VESTIRO’??? Ieri sono andata a fare shopping con la mamma, così ci siamo regalate una serata tra donne, girando liberamente, fumandoci una sigaretta in macchina e spettegolando un po’! Come due amiche…

Così ho seguito il suo consiglio e mi sono comprata un vestito… ehmmm, pardon… un vestit-ino… forse un po’ troppo corto. La cosa mi chiude un po’ perchè è da anni che non metto una minigonna, e questo è proprio corto, del tipo che non mi devo nemmeno chinare… farò la bella statuina alla mia festa… che culo… Ma d’altro canto per mia mamma non sono mai stata piez’e core e quello che mi doveva dire me l’ha sempre detto… quindi forse non sto troppo male. Fermo restando che di qui a sabato non mangerò nulla!!

Vi risparmio la sfuriata con la commessa di golden point che voleva rifilarmi delle Philippe Matignon spessissime da vecchia, per il gusto di vendermi un paio di calze… poi mi dite che sono vecchia e acida… però quando ci sta di dire ad una commessa che è una scorbutica nazista ci sta!!! Calze ancora da risolvere…

Sabato mi dovrò anche tagliare i capelli… la frangia sta invadendo la mia faccia e tra un po’ mi daranno il bastone bianco e il cane da accompagnamento!

La mamma mi ha già comprato il regalo… chissà se ho battuto abbastanza sulla fotocamera digitale che volevo? può darsi…

Vabbè… sono emozionata come quando organizzavo le feste di compleanno alle elementari… anche se ieri mi è salita un po’  l’incazzatura causa tutti i petegolezzi su di me… visto che devo essermi trombata così tante persone, a quanto pare, che se ogniuno di loro mi avesse dato 1€ a quest’ora sarei ricca. Giuro che se mi capita la Fede tra le mani l’appendo al muro. Perchè è facile fare l’amica e poi metterla nel culo alle persone. Come se io andassi a raccontare delle cose di Leti in giro… ovvio che poi la gente mi crede anche se sparo balle… siamo amiche… 

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poi ribadisco, fosse stato anche vero, perchè a questo punto vi giuro che mi sono quasi autoconvinta che sia così… con che diritto si vanno a dire certe cose in giro? Specie nei bar, agli aperitivi, con i miei amici… ma sta ragazza, quanto cazzo si annoia nella sua giornata???? Venisse un po’ a Torino, secondo me vivrebbe più rilassata… perchè, a mio parere, è sull’orlo di una crisi di nervi… un po’ di traffico delle 7 di sera è meglio!!

Scusate lo sfogo, ma una telefonata di ieri sera con un amico mi ha fatto salire proprio il cacchione!!

bagna cauda

La bagna cauda mette alla prova i palati, i fisici, gli stomaci (ed i nasi altrui) di chi non vi è abituato. Dev’essere nel DNA dei piemontesi la capacità di “sopportare”, o, addirittura, di appassionarsi a questo piatto. Per gli altri, spesso, è troppo.

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Questa premessa per dire che sabato sera, in occasione del 30° compleanno di Ami (ancora auguri!) abbiamo mangiato una meravigliosa bagna cauda… bhè, poteva essere peggio. Poteva essere che oggi mi vietassero l’ingresso in ufficio. Invece, già da ieri, dopo aver provato i migliori rimedi della nonna, sono riuscita ad ammazzare io l’aglio. Per questo ho dovuto ingurgitare kg di bicarbonato, mangiare una quantità abnorme di chicchi di caffè, bere latte (n.d.r. sono intollerante al latte…) e non pensarci… adesso ho il mal di stomaco e di oggi non voglio vedere il caffè!

Cmnq all’inizio non volevo mangiarla… sappiamo com’è… sabato sera… poi era troppo buona… poi ho pensato che poteva essere un ottimo “antifurto-antidanno”… in realtà ho notato che di eroici ce ne sono ancora, per essere stati capaci di parlare con me una serata intera!

Smack, buona settimana…

Trentenni # parte 2°

Vi riporto un brano tratto dal blog Trentasenza… che invito ad andare a leggere… può far riflettere molto!!

e due link da visitare:

Teorema sulle trentenni – parte prima

Teorema sulle trentenni – parte seconda

Chissà se qualcuno si ritrova… io e Letizia, quando lo leggeremo insieme, ci faremo di certo grandi risate!!! 

Venerdì sera. Squilla il telefono:è Gigi. Alle 22 ha appuntamento al solito pub con Paolo, Stefano e tutti gli altri del gruppo storico per una serata tra amici. Invita anche me. Rido. Rispondo che non ho voglia delle solite “rimpatriate sfigate tra amici” composta da soli uomini, chiacchiere a sfondo sessuale e birra. Avrei avuto di meglio da fare. Il sabato prima, infatti, ad una festa in collina avevo conosciuto, grazie all’intraprendenza avuta da vari intrugli alcoolici, una tipa anche abbastanza figa. Se la tenessero per loro la serata sfigata. Alle 22 in punto mi becco con la tipa. Una tardona trentacinquenne con corpetto leopardato, minigonna tigrata, stivali pitonati. Insomma, uno zoo in libera uscita. Mi propone un locale modaiolo: “il trend house”. La tipa merita, è una bella donna accessoriata di tette labbra rifatte. Il locale invece è una caricatura di tutti gli archetipi fighetti: finto arredamento essenziale, gotan project in sottofondo, prezzi astronomici. Lei prende come da prassi un mojto, io un cola e rhum. Spendo 30 euro per queste due consumazioni, ma sto giocando una partita e devo rischiare. Emilia (questo il nome della tardona) ostenta una palese erre moscia fasulla. Mi infastidisce ma la scollatura lenisce questo senso di malessere. Inizia a decantare il locale asserendo che si “sta tranquilli” perché è “ un bell’ambiente con bella gente”. Mi guardo intorno e vedo che la bella gente ha l’aria triste, lo stesso taglio di capelli e il pulloverino sulle spalle.” Ci sediamo sul divano.a questa distanza mi accorgo di certe aratrate intorno agli occhi che il fondotinta non è riuscito a coprire. Racconta divertita di certe sue serate fighe a club esclusivi grazie ai suoi giri di amicizie, di vacanze fatte con amiche a capoverde per provare il fascino dell’uomo esotico, delle riunioni con queste ultime a casa sua per vedersi sex in the city. Dopo mezz’ ora a chiacchierare con lei sono in piena elefantiasi ma non demordo in fondo la serata è appena cominciata e potrebbe avere dei piacevoli sviluppi. Lei è affetta da una terribile logorrea e non mi lascia parola.,mi racconta conoscenze di posticini “in” dove poter mangiare bene, di non aver nulla da invidiare alle ventenni per vita sociale, che gli uomini della sua età sono tutti vecchi (anche se non vogliono ammetterlo).Intanto ordina ancora da bere.( ci credo, per quanto parla avrà la bocca secca). Ricontinua a raccontare, in ordine: viaggio a Sharm, il suo amore per il lavoro di manager, del suo capodanno a Cortina, di stare incredibilmente bene come single e di godersi la vita. Al quinto mohito getta clamorosamente la maschera e le viene una ciucca depressiva. Mi vomita quarantanni di problemi addosso asserendo di essere sola, triste e senza un uomo. Le dico che devo andare un attimo in bagno. Entro. Osservo che proprio sulla tazza c’è una piccola finestra. Forse riesco a passarci. Riesco. Corro via, libero. Libero dalla tardona, dai problemi, dai suoi racconti di vita vissuta negli ambienti in. Corro via, felice, lasciandola sola in quel locale che lei tanto ama. Corro via veloce, felice di raggiungere gli altri, per una sana, piacevole, vecchia rimpatriata sfigata tra amici.

meglio cambiare nè…

ogni tanto capitano periodi un po’ così dove gli sforzi fatti sembrano vani e uno rimane deluso…

dopo i mesi passati ad “aspettare” una persona con carattere indeciso e comportamenti oscillatori…

dopo essere stati al centro degli alti e bassi di una persona ed essendosi fatti venire per questo il mal di mare…

dopo essere stati portati su un piatto d’argento ed avere idealizzato una situzione, una storia, una persona…

dopo aver sopportato la necessità di poligamia degli altri…

dopo aver capito che non era altro che una chimera, una presa in giro, una delle solite storie infinite, dove basterebbe avere il coraggio di dire vaffanculo, basta, esci dalla mia esistenza…

dici: “vaffanculo, basta, fuori dalle balle…”  quindi: MEGLIO CAMBIARE NE’…

quindi, facciamoci una bibbita… e non pensiamoci più!!!