considerazioni del martedì

Nel mio ufficio in questi giorni si vive un clima di grande frenesia… giovedì si consegna, giovedì si consegna, giovedì si consegna, giovedì si consegna, giovedì si consegna, se se se… giovedì di che anno? A memoria d’uomo siamo su questo progetto da un anno. A dicembre del 2006 già lavoravo sugli interrati… A luglio prima di partire per le vacanze ci siamo fatti un tour de force analogo sullo stesso progetto… Che incubo. Ma speriamo di consegnare giovedì, che ce lo leviamo dalle palle sto lavoro. Ieri sera ho confessato al mio fidanzato di aver lavorato più ieri di dicembre, gennaio e metà febbraio…  🙄 Forse no, ma il concetto è quello…

Poi avere alle calcagna un mastino col cervello in off da anni e dover dimostrare calcoli fatti con excel a chi non sa quasi accendere la calcolatrice no… Poco fa passa e chiede cos’era questo suono?? A chi è arrivato un messaggio?? 😯 Ci guardiamo… nessuno… sarà che l’ultimo neurone rimasto era di piombo e si è alzata un po’ troppo in fretta dalla sedia??? Mah… Sta di fatto che poco fa mi arriva veramente un sms, lei è ad un metro di distanza 😳 e non si accorge di nulla… Sarà piombo sul serio…

Che lunga settimana sarà… tanto giovedì non si consegna…  accendiamo un incenso al posto della sigaretta…

Vento forte…

Cielo azzurro terso. Torino è bellissima col sole.  Vento forte e foglie secche per terra… passeggiare è piacevole.

Fa quasi caldo.

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Oggi non vorrei essere in ufficio a rifare disegni su cui ho lavorato per due settimane, buttati via per il solito inutile errore iniziale… vorrei prendere e partire, andare su… o piuttosto essere in giro in centro, lungo il Po o ai Giardini Reali a fare foto con i capelli al vento. Pazienza… Però è proprio una bella giornata!

Qualche ora e salgo in macchina. Direzione Bardonecchia. La settimana non è passata per nulla e il weekend volerà. E lunedì sarò di nuovo qui a rifare per la centesima volta questi disegni. Ne sono certa!

Smack a tutti buon we!

chi va con lo zoppo…

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Stavo considerando che da quando sono arrivata nello studio dove lavoro… sono cambiata molto. Sono veramente più stordita. Mi impunto sulle cazzate… per lo meno una volta lo facevo solo quando ero certa di aver ragione, mi dimentico di tutto, sono molto più frivola… Ma è vero che chi va con lo zoppo, impara a zoppicare? Penso di si. Io dai vari ambienti di lavoro ho imparato molto, specie in stronzaggine e bastardaggine… una volta ero un vero agnellino.

Per carità, mi è sempre successo. Ricordo anni fa – correva l’anno 2003 – fresca di laurea e con tanta voglia di fare e di imparare mi sono imbattuta nel mondo del lavoro… e del precariato.

Il mio primo lavoro è stato presso un’architetto vecchio marpione. Non mi ha mai pagato 1€, neanche il rimborso delle fotocopie. Ma era una perdita, perchè lo studio era in centro e già solo parcheggio costava un botto… Presso di lui ero in prova per un mese “aggratis”… me ne sono andata prima, perchè ho scoperto che prendeva anche le donne delle pulizie in prova per un mese e il più delle volte non le confermava… così di mese in mese aveva collaboratori e sguattere a disposizione al minor costo possibile, cioè zero!

Morale 1: basta vecchi marpioni, basta con lo zero rimborso spese, basta fare la segretaria

Il secondo studio erano due architetti e un ingeniere giovani – 35-40 anni – già abbastanza immanicati. Un mese di prova gratis, i due mesi successivi €250.00 al mese, altri due a €400.00 al mese, altri due a €600.00 al mese, altri due a €800.00 al mese e infine €1000.00… Mille complimenti, come lavori bene… fino al giorno del primo scatto… non è possibile, questo non va bene, quell’altro pure… e sono rimasta 7 mesi a 250 €… 250 €!!!! meno della paghetta di mamy e papy… Però loro avevano cambiato la macchina e i collaboratori sono un costo. Quando mi hanno prospettato solo 2 settimane di ferie ho detto vaff… me ne sono andata, ne ho fatte 4 e li ho lasciati nella merda. Uno dei tre ha avuto il coraggio di dirmi che non ero così stronza quando ero arrivata li… ma che sono scema secondo te!!! homo homini lupus…

Morale 2: basta periodo di prova, basta con le cifre basse…

Così ho ripiegato sullo studio degli amici di famiglia. Ho aperto la partita iva. Ma offrivano ben €800.00 al mese. Dopo un anno “mega” aumento di €100.00!!! che generosità!!! Mi sono inculata da sola. Non avevo più orari, a volte uscivo alle 22.30-23.00… il giorno prima per il giorno dopo mi dicevano che si lavorava al sabato. Pausa pranzo, cos’è?? Al solito era c’era la persona che invece si faceva i cazzi suoi, spesa al supermercato e commissioni in orario di lavoro – e io dovevo fare anche le sue cose- , mentre io finivo di lavorare quando tutte le commesse dei supermercati erano già a nanna… Poi, in un momento che c’era bisogno,  è arrivato uno che ha detto per meno di una certa cifra non mi fermo. E gliel’hanno data. Senza fare un aumento… ciao ciao dopo un anno e mezzo…

Morale 3: orario di lavoro definito, anche gli amici di famiglia ti inculano…

Cambiai studio alla chetichella… ma ormai avevo capito che i rapporti corretti erano morti e sepolti. Ma credo di essere un po’ cascata di nuovo dalla padella alla brace. Ok la paga era migliore. Gli orari me li gestivo. Ma loro erano proprio disorganizzati. Due amici non soci. Che litigavano pure ogni tanto. Non c’erano mai e non avevano testa per ricordarsi di tutto. Ricordo che una volta dissi a lui “guarda che devi fare sta cosa entro oggi”. Non la fece. E per giustificarsi davanti a lei disse “ma Francesca non me l’ha ricordato”… lei inviperita, come possono essere solo le donne con le altre donne , non me ne ha fatta passare più una. Patetici. A scadenza rapporto dissi anche li ciao ciao, dopo nemmeno un anno…

Morale 4: posso pretendere di più, anche rispetto…

Così arrivai dove sono adesso. E ho festeggiato un anno da poco. Alla fine sono serena, perchè se sommo tutto mi pagano bene e alle 18.30 quando esco, stacco il cervello e via.

Morale 5: se ti pagano bene, tutto va bene, tanto il meglio non lo potrai mai pretendere…

E penso a mio nonno, partito come operaio che diventò direttore della Lancia… che, nonostante la sua posizione, fece fare la gavetta anche a mio padre, ma che tanto poi è arrivato dove è arrivato… e mi chiedo: quale sarà il mio futuro? Quanta gavetta avrò ancora davanti, ci sarà un momento in cui mi sentirò anch’io realizzata?

E ho tralasciato aneddoti relativi a quando ho lavorato per conto mio…

venerdì…

Sarà la ventesima volta oggi che conto prima di scoppiare… 1, 2, 3 , 4, 5… frency, calma, frency…

Oggi mi sono svegliata tutto sommato in fretta, vabbè che ieri sera sono andata via poco dopo le due… poco dopo un mini assaggio del rientro alla Rotonda. Mini ma mi è bastato. Dovrei stare a casa il venerdì per gustarmi la serata… e non è detto che la prossima non lo faccia. Avrei bevuto ancora e avrei ballato ancora… ma ad un certo punto mi è proprio scattato qlcsa che non andava e ancora non capisco cosa. Anche l’ultima volta che sono stata alla Rotonda era andata così. E’ come se poi una strana sensazione mi assalisse, come se non riuscissi ad essere me stessa e desiderassi di scappare altrove… forse ho anche capito. Al Cacao me la cavavo meglio.

Poi sono scesa in garage e ho trovato il classico coglione amico del vicino che pur di non cercare park fuori ha piazzato la sua auto bella bella davanti al box del mio vicino… come se le corsie di manovra fossero sovradimensionate. E mi guardava. Poi mi dice “vuole che la sposti?” la mia risposta, certo poco cortese, è stata: ” non si preoccupi, ho già fatto 40 manovre, a questo punto 41 o 42 non mi cambia la vita, tanto, a questo punto, sono in ritardo” e tra me e me, pensavo… “se mi fai arrivare in ritardo, stronzo, ti emetto una fattura con i fiocchi lunedì… bastardo…” Così si inizia proprio male… parto alle 8.10 e magicamente alle 8.29 e 45 secondi sono sotto l’ufficio… una vera botta di culo e un paio di semafori un po’ rossi!!!

Meno male che a pranzo io e Caterina ci siamo consolate con un po’ di shopping, a dire il vero poco compulsivo. Ma con affare… ci siamo prese due maglioncini uguali, perchè se ne prendevi due il secondo lo pagavi solo 1€… e noi abbiamo il senso degli affari!!

Così sono qui in studio che guardo il pc, tiro due linee, rispondo ad una telefonata un po’ scazzata, leggo la mail, giro tra i blog amici, mi taglio un paio di doppie punte scordate li dalla parrucchiera… e aspetto le 18.30… intanto tento di digerire completamente il kebab del pranzo, sognando quasi una bottiglia di coca…

Poi partenza, Bardonecchia ovviamente… stasera seratina tranquilla e si spera domani di fare un po’ di festa. Con la Lety, la Vale… e gli altri. Che dici Vale… ce la cantiamo: Solitario nella notte và , se lo incontri gran paura fa, il suo volto ha la maschera, Tigre …”

Domani doccia solare, pomeriggio da Vico, e poter dire, cosa hai fatto questo we? Niente!!! Ah, no, già, ho chiamato la donna delle pulizie… perchè io non ne avevo proprio voglia!!

Chiuso per ferie!!!

Buone vacanze…

domani è l’ultimo giorno. ma in realtà dopo la consegna di oggi alle 15.00, posso considerare conclusa per la settimana e il mese e anche il mese successivo la mia attività lavorativa… 😉

Chiedo scusa se in questi gg sono stata poco presente, ma credo di non aver mai lavorato tanto. Mando un abbraccio e un bacio affettuoso a tutti quelli che mi leggono tutti i giorni, siete la forza del mio blog. Esiste per voi. I vostri contributi sono sempre un piacere.

Vi saluto fino al 3 settembre… chissà se da oggi a settembre la mia vita cambierà? So solo che le vacanze non iniziano con lo stato d’animo giusto. Eppure le avevo tanto aspettate. Sono un po’ a pezzi…   😦

Che dire… magari farò poco la Profumiera quest’estate e chissà se è vero che chiodo scaccia chiodo???

Bacio a tutti

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P.S. per chi mi vuole venire a trovare la casina di Bardonecchia è sempre aperta per gli amici… salvo sporadiche visite in Costa Azzurra!

Without a trace…

oggi mi sono svegliata in quello strano stato euforico tipico dell’innamoramento… e non sono innamorata… ah già, forse sono ancora un po’ sversina… Mi sento così libera e felice che il mio primo pensiero è stato di andarmene. Lo so che è un controsenso. Ma vorrei andarmene. Ho anche pensato di andare via senza dire niente a nessuno. E ho cercato anche di immaginarmi la reazione delle persone. I miei… no a loro dovrei dire dove vado, tanto so che manterrebbero il segreto e se non glielo chiedessi non verrebbero a recuperarmi. Al resto della famiglia nulla. Agli altri neppure. Senza traccia. Le mie amiche rimarrebbero un po’ male nel chiamare e trovare sempre il tel staccato. Chiamerebbero a casa. Sarà capace mia mamma di non farsi sgamare? Nemmeno di fronte alle lacrime insistenti di chi so io (smack, ti voglio bene, ma sono proprio dovuta partire). Quei pochi clienti che mi sono conservata inizierebbero a cristonare in tutte le lingue del mondo… “dov’è che ci deve finire quel lavoro”… a quel paese i clienti egocentrici!
Qualche soldo da parte ce l’ho. Mi farei un paio di mesi di vacanza in giro per l’Europa. Poi mi cercherei un lavoro. Forse mi metterei in proprio. Lo spirito da imprenditore ce l’ho ancora! La voglia di fare pure. La testolina non sarebbe più sprecata dietro una scivania. La meta è già in testa, ma non la dico, perchè se mi salta lo schizzo non vorrei che nessuno venisse a cercarmi, per un po’… e non vorrei che nessuno venisse a trovarmi. Che poi a vedere certi occhioni tristi potrei anche commuovermi… Invece voglio diventare ancora più dura e arida di quello che sto diventando. Non vorrei che più niente mi sconvolgesse la vita. Vorrei farmi sconvolgere solo dall’emozione di conoscere gente nuova.
Ore sei del mattino, borsone (bel problema… basterà?? vabbè, carico la macchina e magari mi prendo la 500 prima di partire), autostrada, direzione nord… estero e non dico di più. Telefonata alla mamma “ho varcato il confine”. Sole in piena faccia, spirito libero, cuore pieno di gioia.
il blog? non so, forse lo terrei attivo… un mini cordone ombelicale col passato… ma proprio mini… per i pochi eletti nel mio cuore!

un nuovo giorno…

Oggi è un nuovo giorno.

Nel senso che da oggi rinasco e sono una persona nuova, diversa e spero migliore. Non chiamatemi più “mina vagante”, la testa è a posto, la serietà ha raggiunto buoni livelli e le sbandate non sono più ammissibili. Insomma vorrei proprio tanto essere una persona migliore. In questi giorni ho pensato molto, ho toccato il fondo, ma ho anche cominciato a risalire. Perchè a volte basta guardare le cose con distacco, come se fossi una persona estranea che ti osserva da fuori. E tutto è più chiaro, si rivivono situazioni, si cerca di trovare lo sbaglio e magari anche la toppa per aggiustare tutto.

In questo ultimo periodo mi sono sentita veramente una persona fortunata perchè ho avuto di fianco amici recenti, ma sinceri. Amici che ti mancano quando sono lontani, che hai voglia di vedere e sentire spesso, amici per i quali ti senti di dare tanto.

Ci sono loro e ci sono altri che non ci sono più nella mia vita. Uno l’ho perso ieri… per sempre e avrei voglia di gridare, avrei avuto voglia di parlargli un’ultima volta, di abbracciarlo forte e ringraziarlo perchè ha creduto in me, come persona e come architetto. E non potrò mai più farlo… Un’altro l’ho perso già da un po’, ma forse è meglio dire che lui ha perso me, sono delusa. Ma persino delusa sarebbe regalare troppo. Perciò ormai sono indifferente e l’ho escluso dai miei pensieri. Infine, un altro posso dire di averlo perso solo in parte, ma non so ancora quanto ci siamo allontanati e non so ancora quanto mi farà male il “distacco”.

Ma ho imparato una cosa semplice. Quando ti dai completamente alle persone, c’è il rispetto e la sincerità, tutto funziona ritmicamente. Quando ci sono segreti e sotterfugi, quando le persone hanno paura di farsi scandagliare nell’intimo, di tirare fuori i sentimenti, quando ti sciorinano scuse inutili sul loro inutile carattere, allora si guasta tutto. E poi è vero che “i complimenti costano poco e certe volte non valgono di più, quello che sei, cosa fai, cosa vuoi, lo sai soltanto tu”…