Sono metereopatica…

Ieri pioveva, oggi piove… che schifo. Questi sono i momenti in cui ho la conferma che sono proprio metereopatica: il tempo lo patisco, mi crea degli sbalzi di umore indescrivibili. So essere felice e 5 minuti dopo triste, vorrei ridere e vorrei piangere. Oddio… non sono ancora paranoica. Riesco a contenere il tutto nella mia testa e non darlo a vedere. Ma che brutto, brutto, brutto…

Così penso che la mia vita è un casino, distillato puro di confusione. Non so cosa voglio e me la vivo senza filo logico. Senza distinguere il giusto dallo sbagliato. Sarà che la pioggia mi sta facendo dolorare le ferite…

Ma sarò solo io che penso, ricordo, rivivo? Basterà il tempo per dimenticare, cancellare, fare svanire tutto come una bolla di sapone? Anche se poi non voglio dimenticare momenti così dolci, pensare che non ritorneranno… dentro qualcosa mi dice che niente è perduto. Che il tempo risolverà tutto… Ma sono troppo orgogliosa per dare ragione a questa vocina…

E’ vero che tra due persone una ama più dell’altra, che soffre più dell’altra. Ma è una parte che non so mandare in scena, non sono abituata a non essere forte… maledetta pioggia, mi stai facendo rincoglionire…

PARENTESI FRIVOLA… CHE CI VUOLE: HO SCURITO I CAPELLI!!! ebbene sì. Non c’è totale differenza, ma io la vedo eccome! Mi sento quasi un’altra… E per l’inverno mi sembra meglio, l’avevo fatto anche l’anno scorso. E poi mi riporta indietro nel tempo, a fine febbraio, quando tutto il casino della mia vita doveva ancora succedere…

 

Capita mai?

Vi capita mai di aver messo una pietra sopra il vostro passato ed essere pienamente convinti della vostra decisione?

Dopo aver speso migliaia di parole, aver cercato di capire dove avevi sbagliato tu e dove aveva sbagliato lui. Le cose non dette, quelle dette di troppo, che a volte è peggio. Ricordando per tanto tempo solo le cose belle e occultando volutamente quelle brutte. Cercando troppo a lungo un errore nel suo comportamento e scoprire che invece l’errore grosso l’avevo commesso io, nel non voler dare tempo, nel voler far credere di essere forte, di avere delle alternative… quando non solo non era vero, ma soprattutto era più che ovvio che una persona così non sarebbe mai piaciuta… non era quello che gli era piaciuto di me, che allora ero me stessa, timida, insicura, acqua e sapone… vera.

Insomma, ad un certo punto dissi basta. Dopo aver aspettato a lungo un bacio, una carezza, una notte di coccole. La mia storia infinita era chiusa, finita sul serio, non c’era più nulla che ci legava… pietra sopra… si dice amici come prima no? Ma eravamo amici prima? E’ quello il problema.

Non ci pensavo più da tempo; poi ieri ho letto per caso un sms dimenticato nel vecchio telefono. Non è poi tanto vecchio, è passato poco tempo, ma sembra un’eternità. Un’eternità fa ero felice. E così ho capito che non puoi mettere una pietra sopra, e poi un’altra e un’altra ancora, sperando così di nascondere il problema. Perchè a volte un’emozione è così forte che smuove tutte queste pietre e se le porta via… forse perchè adesso mi sento di nuovo vera com’ero prima… Per dire basta, bisogna essere in due, bisogna parlare e noi non abbiamo mai parlato, abbiamo sempre tirato le somme ogniuno per conto suo… e ancora adesso non avrei la forza di parlarne.

Ma mi rendo conto di essere così razionale e nello stesso tempo così con la testa tra le nuvole da essere perfettamente in grado di perdermi come una goccia nell’oceano…

Così in vena di ricordi, ripenso ad una sera che eravamo in giro in macchina e suonava una canzone…

Buonanotte, buonanotte amore mio, buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito, per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata, l’estate è finita, Buonanotte questa notte è per te…