21/12/2012

Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà il 21/12 / 2012. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Secondo vari ricercatori, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta.
La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici.
Le profezie che riguardano la fine dell’umanità sono innumerevoli: c’è chi prevede fiamme e fuoco dal cielo, chi terremoti e catastrofi naturali, chi l’impatto di un meteorite, chi parla di guerre nucleari a cui la razza umana non sopravvivrà o quantomeno solo pochi meritevoli o “risvegliati”.  
Ciò che colpisce non sono le differenze tra le varie profezie, bensì le somiglianze, nonostante l’appartenza a epoche o civiltà diverse…

Diverse profezie divenute famose descrivono una sorta di catastrofe che si abbatterà sul pianeta e sarà preannunciata da tre giorni di buio su tutta la terra…

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Ora… io non ci voglio credere, ma, se è vero, da qui al 2012 mancano appena 5 anni…

Quante cose vorrei fare ancora nella mia vita…

E VOI????

Ricordi e sensazioni

Stanotte, come al solito, mi sono svegliata alle quattro. Sveglia sveglia. Che fare? Avevo appena messo in ordine la camera e più nessuna rivista sotto il letto da leggere. Dramma. Nessuna voglia di alzarmi. Ad un certo punto vedo una scatola azzurra dimenticata lì. Quella in cui mia mamma ha riversato le mie varie scatole dei ricordi che ho accumulato negli anni. Credo che abbia già fatto pulizia di quanto a lei poco gradito… cioè molto 😉 che peste che sono stata!!

Quanti ricordi, sensazioni e sentimenti ci ho trovato dentro. Scavare nella scatola è stato come riviverli tutti, uno a uno. Gli amori, le amicizie, le pazzie. Ci ho ritrovato anche i profumi e i suoni. Quelli dei posti dove sono stata… un viaggio in macchina nei campi di girasole in Provenza, l’aria calda e il canto delle cicale, ricordo caldo e rassicurante… prati verdi e freschi… un brivido nella schiena al pensiero di quel viaggio in moto al mare, ma con il rumore delle onde e il profumo della salsedine. Ricordi di cieli azzurri, di felicità, ma anche di dolore o attimi di adrenalina.

La mia vita, o almeno una fetta, era chiusa in quella scatola. Mi ha fatto sorridere. L’ho richiusa e stamattina l’ho messa da parte da portare in cantina. Sono attimi di me, non li rinnego, ma in questo momento non ho voglia di ricordarmeli tutti i giorni guardando quella scatola. Il passato, come ho detto tante volte, anche se scomodo, fa parte di noi. E’ quello che ci ha formati e che ci ha resi quello che siamo. Non dimentichiamolo mai.

Ma oggi sono felice e voglio che i ricordi siano solo ricordi… ho spento la luce e mi sono rimessa a dormire.

Lavori in corso

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Oggi viaggio in uno stato d’animo indefinibile. Una persona può dire di essere felice o triste o al più normale. Io non so definirmi. Ieri ho avuto una lunga chiaccherata che mi ha svuotata. Da un lato ero triste, un capitolo della mia vita si è chiuso. Per la prima volta da molto tempo ho anche pianto… non sono così arida come credevo. Dall’altro ero felice, proprio perchè avevamo parlato ed era un pezzo che non lo facevamo, perchè abbiamo capito che ci saremo sempre l’uno per l’altro, perchè, in tre parole, ci vogliamo bene. Che l’amicizia andrà oltre tutti i problemi che ci sono stati, e che ancora ci saranno. Ma abbiamo preso due strade diverse. Io auguro a lui di essere sempre felice, di quella felicità che abbiamo sempre sognato. E auguro a me di avere il coraggio di voltare pagina, ricominciare sul serio. Avere ancora voglia di vivere. E mentre scrivo adesso, confesso di avere gli occhi un po’ lucidi. Non è tristezza, ma non è neanche felicità.
Forse è paura. Paura di provare ancora dei sentimenti. E paura di far soffrire qualcuno. E di soffrire io. Ma non per questo mi tirerò indietro. Da oggi sarò una persona forte per guardare avanti…

Quello che sono…

Quello che sono lo devo quello che sono stata…

Sono nata ventinove anni e due giorni fa, era una domenica, le 07.05 del mattino… giornata di sole caldo, come mi raccontano sempre… sono nata al Sant’Anna dopo un breve travaglio. Mia mamma era in ospedale da nemmeno due ore. D’altro canto non si era nemmeno accorta dei nove mesi di gravidanza. Mentre aspettava me, mia mamma camminava molto e sciava… e queste cose mi sono rimaste nel sangue. Così, poi, sono nata e ho cambiato la vita dei miei, che ormai facevano gli sposini da sei anni. Riesco quasi ad immaginarmi, quando mi hanno portata a casa, in quella grande casa, dove tutte le stanze sembravano dei saloni, al settimo piano con vista da urlo, con grosse vetrate per finestre e il sole che portava una luce splendida. Così è stato negli anni che lì ho vissuto e i ricordi sono nitidi. Non piovve per più di un mese. Ed era verso cieli azzurri e tersi che guardavamo insieme fuori, mentre mi tenevano in braccio, osservando la collina torinese e le montagne… dal Monviso al Granparadiso… rivedo le foto di quel periodo ed è quasi come ricordarmi tutto… Dopo di che gli anni hanno iniziato a susseguirsi veloci, giorni normali, intervallati da eventi importanti, che mi hanno cambiato la vita. Quando avevo otto anni, mio padre ebbe un infarto. Stava proprio male. Perse metà cuore, che fa impressione anche solo a pensarlo. Stette mesi in ospedale e lo vedevo pochissimo, perchè ero una bambina e non mi facevano entrare. Non c’erano i cellulari, ma ci scrivevamo delle lettere. Le ho ancora. Anche quelle che mi scrisse le prime ore che era in pronto soccorso e pensava di non vedermi più. A volte ci davamo un appuntamento “alla finestra” per un saluto con la mano. Sono stati anni lunghi, anche per mia mamma e si cercava di condurre una vita normale. Dopo la strada è stata nettamente in discesa. Gli anni bui erano passati, potevo essere spensierata come le altre bambine. Perchè, a volte, penso che se sono come sono adesso, se riesco ad essere sempre sensibile ai problemi di tutti (troppo) lo devo proprio all’aver conosciuto la sofferenza che ero troppo giovane. Diventai un po’ più peste spavalda quando andavo alle medie… il primo bacio, le prime infatuazioni… quell’essere sempre sulla cresta dell’onda quando succedeva qualcosa. Quegli anni, infatti, proprio perchè li ho vissuti in pieno, sono volati in un soffio e mi sono trovata al liceo e poi all’università. Il primo bacio serio, quando senti che lo stomaco si attorciglia e si arrovella. Il primo amore.  Le ore passate a baciarsi, stretti stretti, quando fuori fa freddo e senti il bisogno di calore. Le uscite, le prime volte che mia mamma iniziava veramente a mettersi le mani nei capelli. La prima sigaretta. Fumare di nascosto. Farsi sgamare perchè tanto l’odore di fumo non lo sapevo ancora coprire… Le ore piccole… incazzature a profusione. Perchè in quegli anni ho dato tante soddisfazioni, ma ho anche fatto veramente incazzare i miei.

Ma poi mi chiedo dove sarei sarei arrivata se tutto questo non fosse successo, se la mia vita non fosse stata caratterizzata dagli eccessi degli eventi. Dall’essere diventata grande troppo in fretta… Non sarei certo quello che sono. Sicuramente ringrazio i miei per essere sempre stati rigidi con me, per non avermi viziata troppo, per non avermi mai concesso nulla che non fosse adatto alla mia età, perchè altrimenti credo che la retta via l’avrei proprio dimenticata. Perchè mi hanno insegnato i valori veri e dato una seria educazione. Mi hanno infuso il concetto che non ci si deve mai tirare indietro di fronte al dolore e alle difficoltà degli altri. Perchè a tutti capitano momenti brutti. Ma penso anche che, visto che ho la testa sul collo, mi siano concesse certe cazzate, che mi sia concesso di ribellarmi alle etichette che mi vengono imposte, perchè non si può assolutamente dire che non ho avuto mai un cuore e che ho volutamente procurato dolore a qualcuno o qualcosa.

se potessi esprimere un desiderio…

se potessi esprimere qualche desiderio… chiederei alla fatina un sacco di cose….

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 …Le chiederei di essere più felice e spensierata…

…Le chiederei che tutti potessero essere felici…

…Le chiederei di circondarmi di belle persone cariche di bei sentimenti, persone vere e sincere, con cui poter parlare, di cui poter fidarsi, che abbiamo voglia di aprirsi, che raccontandoti dei loro problemi ti rendano partecipi della loro vita…

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…Le chiederei di poter versare una lacrima insieme, per poter chiudere così con il passato una volta per tutte e metterci una pietra sopra, relegandolo nel cassetto dei ricordi…

…Le chiederei di aiutarmi ad essere una persona migliore, più attenta, più sensibile…

…Le chiederei di indicarmi le scelte giuste, per essere io più giusta, di infondermi il coraggio di stare da sola certe volte, perchè a volte è meglio essere soli che accompagnarsi alle persone sbagliate…

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TUTTI STI PENSIERI… SARA’ L’AVVICINARSI DEI 29???? 

4 post in 1

1. Esiste il colpo di fulmine?

Non credo al colpo di fulmine, non credo che in amore si debba per forza soffrire o sopportare tutto. Non credo nemmeno al destino.

E non credo che la persona giusta arrivi quando non la cerchiamo… arriva quando siamo pronti e predisposti ad una relazione seria… diversamente faremo la scelta sbagliata…

La scelta sbagliata… perché non sapevamo chi avevamo di fronte, perché abbiamo avuto troppa fretta, perché ci siamo lasciati abbagliare da una superficie, perché non sapevamo chi eravamo e cosa volevamo davvero, perché abbiamo ascoltato le paure e i desideri effimeri e superficiali di un momento… perché non stavamo bene, perché non eravamo sani, perché avevamo bisogno di qualcuno… e così via.

2. Si ama con la testa o con il cuore?

Con entrambi. Credo che non possa essere né una scelta troppo razionale, fatta a tavolino, né troppo affidata al sentimento, senza l’ausilio di un po’ di buon senso. Come accade spesso, il giusto sta nel mezzo. Il vero amore mette d’accordo testa e cuore.

Se ci affidiamo solo al sentimento, nella scelta di una persona e nel modo di vivere la relazione, rischiamo di prendere grossi abbagli, di inseguire amori impossibili, di vivere relazioni infelici con persone che non riusciamo a lasciare. Se guardiamo solo con gli occhi del cuore rischiamo di idealizzare persone e relazioni. 

Al contrario, se le nostre scelte sono solo razionali, saremo troppo rigidi, inseguiremo una perfezione che non esiste, saremo troppo esigenti e poco inclini al compromesso.

3. In amore vince chi fugge…

E lo scopri proprio quando non ci pensavi più… Quando prendi in mano il telefono che suona e dai per scontato che il nome sul display sia quello di un’amica e invece… invece è lui? Ti stupisci dell’ora, della situazione del fatto che pensavi che fosse con un’altra, del motivo della telefonata… Però dici: bene, questa volta mi ha cercata lui.

Forse era anche una questione di tempi: devi fare tuo il suo ritmo, prendere i suoi tempi… rallentati. Accetare che l’altra persona possa vivere una storia con una tempistica diversa dalla nostra.

4. La gelosia è figlia dell’amore?

Ecco, io credo che la gelosia nasca dall’insicurezza. Almeno quella ingiustificata.

Anni fa ero gelosa all’inverosimile, piangevo e mi disperavo in silenzio. Pensavo che amore e gelosia viaggiassero su binari paralleli. In tempi recenti sono stata poco gelosa, fore un po’ nei momenti di crisi, in cui vedevo sfuggire l’altra persona. Sarà che in generale sono sicura di me…

Però, a volte, ci si accorge che una persona ci interessa perché ne siamo gelosi. E’ vero anche questo. Ci danno fastidio sguardi e attenzioni rivolti ad altri.

C’è poi chi è geloso sempre e comunque, anche degli amici. Ma qui si parla di possessività. Come si può ingabbiare qualcuno e limitarne la libertà? Che soddisfazione c’è? Non è meglio quando le persone vengono a noi spontaneamente?

Devo dire che in generale non sopporto le persone gelose di me… 

Come se diversamente mancassero le occasioni per tradire… La volta che ti tradirà davvero non te ne accorgerai nemmeno… non sarà con quella che si è girato a guardare per strada e nemmeno con la collega carina o con la ex. Sarà con una di cui non sospettavi nemmeno l’esistenza!

Io sono per la libertà di scegliersi, per i gesti spontanei. Chi è innamorato non tradisce. Se tradisce non lo è e tanto vale preoccuparsi del fatto che non lo è… più che del tradimento in sé. Il tradimento non è mai la causa della fine di un rapporto, ma il sintomo. Dall’altra persona il nostro compagno prende ciò che noi non gli diamo / non sappiamo dargli / non gli diamo più / non gli abbiamo mai dato… e spesso il tradimento è prima mentale e poi fisico.

Ma diversamente di cosa ci preoccupiamo? Vogliamo impedire a chi amiamo di avere relazioni umane, amicizie, affetti? Vogliamo chiuderci nel nostro piccolo mondo finché non moriremo di noia? Non è più bello che lui conosca mille altre donne e continui a scegliere noi?

Sono metereopatica…

Ieri pioveva, oggi piove… che schifo. Questi sono i momenti in cui ho la conferma che sono proprio metereopatica: il tempo lo patisco, mi crea degli sbalzi di umore indescrivibili. So essere felice e 5 minuti dopo triste, vorrei ridere e vorrei piangere. Oddio… non sono ancora paranoica. Riesco a contenere il tutto nella mia testa e non darlo a vedere. Ma che brutto, brutto, brutto…

Così penso che la mia vita è un casino, distillato puro di confusione. Non so cosa voglio e me la vivo senza filo logico. Senza distinguere il giusto dallo sbagliato. Sarà che la pioggia mi sta facendo dolorare le ferite…

Ma sarò solo io che penso, ricordo, rivivo? Basterà il tempo per dimenticare, cancellare, fare svanire tutto come una bolla di sapone? Anche se poi non voglio dimenticare momenti così dolci, pensare che non ritorneranno… dentro qualcosa mi dice che niente è perduto. Che il tempo risolverà tutto… Ma sono troppo orgogliosa per dare ragione a questa vocina…

E’ vero che tra due persone una ama più dell’altra, che soffre più dell’altra. Ma è una parte che non so mandare in scena, non sono abituata a non essere forte… maledetta pioggia, mi stai facendo rincoglionire…

PARENTESI FRIVOLA… CHE CI VUOLE: HO SCURITO I CAPELLI!!! ebbene sì. Non c’è totale differenza, ma io la vedo eccome! Mi sento quasi un’altra… E per l’inverno mi sembra meglio, l’avevo fatto anche l’anno scorso. E poi mi riporta indietro nel tempo, a fine febbraio, quando tutto il casino della mia vita doveva ancora succedere…