La pettegola

Se va bene, capisce mezza frase e la capisce pure male. In quello che ha udito non c’è nulla di sbagliato o immorale ma lei, la pettegola, è già riuscita a costruirsi un castello di immense proporzioni di cui sente il dovere morale di farsi portavoce al mondo intero.

Nel dubbio inventa pure. Tanto chi potrà mai verificare nel totale delle confidenze, quali sono vere e quali di fantasia???

E allora si attacca al telefono, gira nei bar, perchè gli amici/i conoscenti lo sappiano, siano informati, dicano la loro, magari scuotendo la testa con rassegnazione. E allora si organizza una riunione degna solo delle desperate housewives dove lanciare la bomba, la novità del momento, circondate da torte fatte in casatisana rilassante .
Durante il racconto cominciato magari si aggiungono poi altri dettagli che la fantasia suggerisce al momento, che però nell’insieme ci stanno mica male, e che la stessa propina con la dovizia di una cronaca giornalistica.

Alla fine è pure stanca, lei, la pettegola. Con tutto quello che ha fatto per difendere la verità, per informare il mondo della sua scoperta, per cercare consensi tra altri bipedi della sua stessa miserabile specie.
E intanto veleno è stato versato, ma sempre mascherato da profumate torte alla marmellata, da lei preparate…

E intanto trovandosi davanti magari l’amica calunniata appena poco prima alle spalle, lei, la pettegola, avverte il bisogno di pulirsi la coscienza (che non è sporca perchè quasi mai usata) sfoderando un sorriso o un complimento che fanno sembrare Giuda un simbolo di fedeltà. E poi, chi può dirlo, magari scopre altri nuovi dettagli e fa ripartire il suo circo di pulci.

Ma non fa una crociata sul caso, lei, la pettegola. Una volta data, la notizia assume ai suoi occhi infatti poca importanza al di fuori del momento di euforia in cui è partita in quarta. Lei, la pettegola, infatti non si occupa di voci sentite in giro perchè lei, la pettegola è davvero una brava persona.

E soprattutto ormai la sua vita è tutta proiettata verso quel nuovo spiffero di notizia che la sua nobile “materia grigia” ha già intercettato: una nuova missione è già pronta per lei, la pettegola.

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 CLASSICI COMPORTAMENTI DELLA PETTEGOLA:

– raccoglie le confidenze delle “amiche” e le sputtana in giro, ricamate che nemmeno la nonna col tombolo…

– riferisce alle “amiche” parole dure su di loro dette da tizio/caio su di loro… salvo poi che tizio/caio smenticano di averle mai dette…

– racconta alle “amiche” che la persona che loro interessa ha una pessima impressione di loro, strano, dopo tutto quello che si è inventata!

– va dalle persone che interessano alle “amiche”, dopo averle sputtanate a chiedere, ma perchè non ti piace proprio / non vi mettete insieme? ma peccato che le “amiche” non le hanno abbiano mai demandato questo compito da avvocato del diavolo. Non hanno bisogno e non vogliono intermediari.

FORSE E’ MEGLIO CHE LA PETTEGOLA STIA UN PO’ PIU’ CON LA BOCCA CHIUSA, SI SA MAI CHE QUALCUNO SI INCAZZI VERAMENTE…

Estate 2007 # parte 3

le cose che mi fanno proprio schifo (prendo spunto dal post di Odiamore sullo scambio dello spazzolino da denti e da una serie di paranoie che mi hanno fatto quest’estate alcune persone sul mio eccessivo essere schizzinosa):

  1. Le persone che non si lavano le mani dopo essere andate in bagno.
  2. Le persone che non si lavano le mani in continuazione, in generale e basta.
  3. Stringere la mano alle persone, o quando ti parlano e ti toccano spalle, schiena, viso…
  4. Il mouse e la tastiera di un computer usato da altri.
  5. Le sedie su cui si siedono tante persone.
  6. Le maniglie dei posti dove passa tanta gente.
  7. Toccare i bidoni della pattumiera.
  8. Le spazzole non sterilizzate dal parrucchiere… anche se adesso lo fanno quasi tutti.
  9. Camminare nelle vie molto sporche.
  10. Sedermi sulle panchine pubbliche
  11. Il cibo scaduto o che sta per scadere (se è qualcosa a scadenza molto lunga e scade tra un mese, già lo butto via).
  12. Il cibo caduto per terra… a meno che non sia qlcsa che si possa lavare e/o bollire.
  13. Il cibo offerto con le mani, specie se la persona mi ispira che non se le è lavate o se ha animali in casa.
  14. Il cibo preparato da alcune persone che a pelle non mi ispirano e che non rispettano quanto di cui sopra.
  15. Staffilococchi, streptococchi, microbi, bacilli e funghi in generale… orrendi… L’Amuchina è una delle mie migliori amiche.
  16. La frutta lavata e non disinfettata.
  17. Le fughe delle piastrelle sporche… periodicamente le pulisco con vaporone e spazzolino da denti.
  18. Raccogliere le tazzine al bar, dove dentro sono stati infilati vari fazzoletti di carta e robe generiche non definite… questa è esperienza recente e veramente agghiacciante.
  19. Andare nei bagni pubblici… devo essere proprio disperata.
  20. Usare la carta igienica dei bagni pubblici.
  21. Ovviamente scambiare lo spazzolino… al di là di tutto, poi, anche la carie è contagiosa.
  22. Usare le saponette degli altri
  23. Farmi sbaciucchiare in faccia da un cane. Maggie esclusa…
  24. Sedermi su un divano dove ci sta sempre un cane…
  25. Dormire nel letto di una persona che ha il cane e magari gli fa fare qualche notte di coccole…
  26. Fumare una sigaretta caduta a terra, anche se opportunamente sbruciacchiata… per quel che costano preferisco accendermene un’altra.
  27. Raccogliere  per terra i soldi del valore inferiore a €5.00.
  28. Ammazzare un ragno
  29. Camminare senza calze in un prato con l’erba alta o camminare nell’erba alta in generale.
  30. Fare l’amore in prato con l’erba alta e visibilmente pieno di insetti

e se mi verrà in mente altro, lo comunicherò.

Comunque io non ci credo che “quello che si può lavare si può prestare“… lo avevate capito??? e rispondo … “ma anche no

Anno zero…

anno 2007. Il mio anno zero.
Cantava così Nek solo pochi anni fa nella sua “anno zero”: Stanco di me, stanco di tutto, stanco di questi giorni, che si piegano su me; stanco di chi mi scalda il letto, di causa effetto, di slealta’ e di banalita’. Mi stendo di sonnifero tra un po’, almeno dormiro’… Da quest’anno tutto è diverso, la vita è cambiata. Ora che siamo verso la metà inizio è tempo di bilanci e cerco di capire se sono andata in pari con le mie aspettative…
Dal 2007, innanzitutto, sono single. Diciamo dai primi di marzo, più o meno. Ma di questo argomento, di “come dove perchè” è successo, tutti ormai sanno che ho poca voglia di parlare. Sono single e basta. Sei anni passati con una persona, finiti. Non sei anni buttati o da cancellare, come una persona molto vicino mi ha detto, no. E’ stata un’esperienza anche quella. Momenti felici e momenti difficili. Forse non siamo stati capaci di affrontare quell’attimo della vita in cui tutto si fa più serio e spesso capita di capitolare. Ma siamo esseri umani e imperfetti, ci è dato anche di sbagliare.

Di me mi stupisco a volte. Di come ho gestito questa situazione per esempio. Dei miei tempi lunghi. Di come sono stata io vicina a lui quando soffriva e gli amici vicini non hanno ricambiato il favore di ascoltare. Qualcuno mi disse: “Adesso basta. Devi lasciarlo andare per la sua strada. Se è finita non sei tu che gli devi stare vicino”. Certo. Ma a me dispiaceva vederlo soffrire. Noi eravamo anche amici. Lui ha sempre parlato prima con me che con altri. Glielo dovevo. E mi fa male adesso non chiamarlo. Vorrei sinceramente sapere come sta. Ma se lo facessi alimenterei false speranze. Il mio cervello è out ora. Partito. Andato. Io sono proprio una persona diversa. Con lui non posso parlare perchè si tornerebbe sull’argomento e io non posso e non voglio dare spiegazioni. Anche perchè ho un po’ il rimpianto su come siano andate le cose. Non dell’obbiettivo finale, ma delle modalità. Ci dovevamo arrivare a quello, ma non ne è valsa la pena di farlo come l’ho fatto. Per carità, sul momento tutto mi sembrava giusto e divertente, ho vissuto momenti bellissimi: mi stavo godendo un attimo di freschezza, dopo tanto tempo mi sentivo di nuovo giovane, carina e desiderata. Ma tutto è passato travolto dalla valanga dei giudizi. Delle balle. Delle seghe mentali.
E’ vero come ha detto di me “un altro amico” nel post precedente. Ho avuto un atteggiamento da femme fatale…? può darsi… Mia mamma, che mi conosce da una vita e che in passato si è trovata a giudicare anche duramente miei comportamenti giovanili sicuramente poco ineccepibili, è stata una grande… “Ma si… tu sei sempre carina e dolce con tutti… se la persona è intelligente, supera in fretta il dubbio che ti comporti da zo***la (giuro!)… è chiaro che quando fai così non ce n’è con nessuno” Carina la mia mamma… adesso sa del blog e che mi chiamano la profumiera e… ha sorriso.
Potrei anche dire chissenefrega. Ma a me l’idea di essere giudicata per atteggiamenti che non ho avuto, sinceramente mi da fastidio.

Che altro è successo? Bhè è morto il mio gattino, la mia anima e il mio cuore. E’ morto L., la persona più carismatica che ho conosciuto in tutta la mia vita, cosa che sicuramente segnerà il mio futuro. E queste sono cose brutte.

Non mi dilungherò sui mie splendidi amici… già sappiamo tutti quanto sono fortunata in materia. Negli aspetti positivi, posso dire che ho dato una sferzata alla mia vita, mi sento più indipendente. Faccio tutto da sola. Bellissimo. La mia auto ha 10.000 km e gli ultimi 5.000 li ho fatti da Pasqua ad oggi (vabbè che dopo l’incidentino mia mamma non mi ha più ceduto i suoi 120 cavalli…). 

però… bella indipendenza…

 

pensieri fluidi

Inizio a scrivere un po’ tipo brainstorming… pensieri a valanga… giornata strana. Un po’ l’attesa del weekend Cuneo-mare. L’idea di stare con i miei il fine settimana è lancinante. L’ultima volta ho passato il 90% del tempo a dormire per non pensare… per non pensare che forse avrei voluto essere a Bardonecchia nella mia bella casina con i miei amici, ma soprattutto con le mie amiche! Non pensare che mi devo trovare una casa a Torino o che forse non la dovrei trovare proprio e che dovrei trasferirmi. Ma dove vorrei trasferirmi? Parigi, pensiero utopico. Momentaneamente a Bardonecchia, forse più realistico. Forse non mi dispiacerebbe nemmeno tanto. Comunque questi due giorni li dedico a me: sole, innanzitutto, in costume tutto il giorno. Forse non vado nemmeno al mare. Me ne sto in giardino a prendere il sole. Correre. Una grigliata domenica. In costume. Correre. Coccolare la micetta. Partire nel pomeriggio domenica, tornare a Torino per vedere i fuochi di San Giovanni con le mie amiche. Parlare un po’ (giusto un po’…). Mi sento strana in questi giorni. È come se non fossi felice e spensierata come sempre. Non provo più nemmeno gioia e piacere ad entrare nei negozi. Se entro non compro nulla, e non è una questione di prezzo. È solo una questione mentale. Qualche pensiero occupa le mie giornate. Le mie notti ancora no, per fortuna. Sono in un locale e non ballo… chiacchiero poco… forse bere qualcosa aiuta i pensieri a scorrere fluidi. Neanche tanto. È brutto farsi vedere dagli altri a pensare. A cosa poi? Non so ancora quale pensiero, ma lo scoprirò. Voglio di più per me, me lo merito. Comportamento ineccepibile in questo periodo. Massima correttezza e lealtà con tutti. L’amicizia in pole position. Nessuna cazzata, neanche col pensiero. Sono pronta per il mio futuro. Forse non tutti l’hanno notato. Forse sono gli altri a non essere pronti. Tanto è ancora da conquistare, se è andato perso. Avrò voglia di lottare? Per un po’ sì, sicuramente, poi non troppo, fossi matta. Tra un po’ mi rimetto in gioco sul serio. Chi c’è, c’è… poi parto, magari per Parigi sul serio. Il tramonto sulla Senna o in cima a Notre Dame ad osservare i tetti che prendono il colore della sera… i piccioni che volano e trovano un posto per la notte. Poi una fuga ad Honfleur a sentire il profumo dell’oceano…

Copyright

Si precisa che il termine Profumiera non è frutto del mio sacco ma di quello di Arturo… che, essendo stato il primo a chiamarmi così,  sabato sera mi ha chiesto i diritti sull’uso del termine sul blog…

E poi io non sono una vera Profumiera!