Capita mai?

Vi capita mai di aver messo una pietra sopra il vostro passato ed essere pienamente convinti della vostra decisione?

Dopo aver speso migliaia di parole, aver cercato di capire dove avevi sbagliato tu e dove aveva sbagliato lui. Le cose non dette, quelle dette di troppo, che a volte è peggio. Ricordando per tanto tempo solo le cose belle e occultando volutamente quelle brutte. Cercando troppo a lungo un errore nel suo comportamento e scoprire che invece l’errore grosso l’avevo commesso io, nel non voler dare tempo, nel voler far credere di essere forte, di avere delle alternative… quando non solo non era vero, ma soprattutto era più che ovvio che una persona così non sarebbe mai piaciuta… non era quello che gli era piaciuto di me, che allora ero me stessa, timida, insicura, acqua e sapone… vera.

Insomma, ad un certo punto dissi basta. Dopo aver aspettato a lungo un bacio, una carezza, una notte di coccole. La mia storia infinita era chiusa, finita sul serio, non c’era più nulla che ci legava… pietra sopra… si dice amici come prima no? Ma eravamo amici prima? E’ quello il problema.

Non ci pensavo più da tempo; poi ieri ho letto per caso un sms dimenticato nel vecchio telefono. Non è poi tanto vecchio, è passato poco tempo, ma sembra un’eternità. Un’eternità fa ero felice. E così ho capito che non puoi mettere una pietra sopra, e poi un’altra e un’altra ancora, sperando così di nascondere il problema. Perchè a volte un’emozione è così forte che smuove tutte queste pietre e se le porta via… forse perchè adesso mi sento di nuovo vera com’ero prima… Per dire basta, bisogna essere in due, bisogna parlare e noi non abbiamo mai parlato, abbiamo sempre tirato le somme ogniuno per conto suo… e ancora adesso non avrei la forza di parlarne.

Ma mi rendo conto di essere così razionale e nello stesso tempo così con la testa tra le nuvole da essere perfettamente in grado di perdermi come una goccia nell’oceano…

Così in vena di ricordi, ripenso ad una sera che eravamo in giro in macchina e suonava una canzone…

Buonanotte, buonanotte amore mio, buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito, per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata, l’estate è finita, Buonanotte questa notte è per te…

meglio cambiare nè…

ogni tanto capitano periodi un po’ così dove gli sforzi fatti sembrano vani e uno rimane deluso…

dopo i mesi passati ad “aspettare” una persona con carattere indeciso e comportamenti oscillatori…

dopo essere stati al centro degli alti e bassi di una persona ed essendosi fatti venire per questo il mal di mare…

dopo essere stati portati su un piatto d’argento ed avere idealizzato una situzione, una storia, una persona…

dopo aver sopportato la necessità di poligamia degli altri…

dopo aver capito che non era altro che una chimera, una presa in giro, una delle solite storie infinite, dove basterebbe avere il coraggio di dire vaffanculo, basta, esci dalla mia esistenza…

dici: “vaffanculo, basta, fuori dalle balle…”  quindi: MEGLIO CAMBIARE NE’…

quindi, facciamoci una bibbita… e non pensiamoci più!!!

un nuovo giorno…

Oggi è un nuovo giorno.

Nel senso che da oggi rinasco e sono una persona nuova, diversa e spero migliore. Non chiamatemi più “mina vagante”, la testa è a posto, la serietà ha raggiunto buoni livelli e le sbandate non sono più ammissibili. Insomma vorrei proprio tanto essere una persona migliore. In questi giorni ho pensato molto, ho toccato il fondo, ma ho anche cominciato a risalire. Perchè a volte basta guardare le cose con distacco, come se fossi una persona estranea che ti osserva da fuori. E tutto è più chiaro, si rivivono situazioni, si cerca di trovare lo sbaglio e magari anche la toppa per aggiustare tutto.

In questo ultimo periodo mi sono sentita veramente una persona fortunata perchè ho avuto di fianco amici recenti, ma sinceri. Amici che ti mancano quando sono lontani, che hai voglia di vedere e sentire spesso, amici per i quali ti senti di dare tanto.

Ci sono loro e ci sono altri che non ci sono più nella mia vita. Uno l’ho perso ieri… per sempre e avrei voglia di gridare, avrei avuto voglia di parlargli un’ultima volta, di abbracciarlo forte e ringraziarlo perchè ha creduto in me, come persona e come architetto. E non potrò mai più farlo… Un’altro l’ho perso già da un po’, ma forse è meglio dire che lui ha perso me, sono delusa. Ma persino delusa sarebbe regalare troppo. Perciò ormai sono indifferente e l’ho escluso dai miei pensieri. Infine, un altro posso dire di averlo perso solo in parte, ma non so ancora quanto ci siamo allontanati e non so ancora quanto mi farà male il “distacco”.

Ma ho imparato una cosa semplice. Quando ti dai completamente alle persone, c’è il rispetto e la sincerità, tutto funziona ritmicamente. Quando ci sono segreti e sotterfugi, quando le persone hanno paura di farsi scandagliare nell’intimo, di tirare fuori i sentimenti, quando ti sciorinano scuse inutili sul loro inutile carattere, allora si guasta tutto. E poi è vero che “i complimenti costano poco e certe volte non valgono di più, quello che sei, cosa fai, cosa vuoi, lo sai soltanto tu”…