magico venerdì

Un’altra settimana se n’è andata… venerdì, magico venerdì! Tra poco me ne vado!!!

Non senza essere andata prima a fare la spesa di rotoloni di carta e carta igienica ed essere tornata in ufficio carica come un mulo destinato solo più al macello… che vita dura quella dell’architetto.  In più è stata una settimana difficile anche dal punto di vista delle relazioni diciamo di “amicizia”… Brutto quando capisci che non puoi mai abbassare la guardia… Devi essere sempre all’erta. Chiunque può mettertela in quel posto anche gratuitamente… senza un ragionevole motivo. Vabbè, ne prendiamo atto e iniziamo a fare spazio in rubrica…

Meno male che ieri ho fatto la doccia solare e una puntatina dall’estetista, così almeno con me stessa sto bene… che stanchezza… vi abbandono per l’alta quota, spero di riposarmi un po’, anche se dubito, il weekend è troppo breve e intenso.

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Quanti mesi erano che non arrivavo il lunedì mattina imbestialita a scrivere qualcosa sul Blog??? E’ da ieri sera che combatto con il freddo della mansarda, il rincoglionimento ingiustificato del computer di casa e il ritorno alla connessione 56k. Volevo il mio blog e non ci riuscivo a raggiungerlo… 😦  Oggi sono tanto 😦

Prendo e scappo sul serio. Perchè sono triste veramente. 

 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦 😦

Pensare che il weekend è stato proprio carino. Un po’ movimentato. Un po’ di giri a Torino. Era una vita che non passavo un weekend  a Torino!

E abbiamo visto lei…

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E lui… il mio tesoro ma che carino. Bisognava vedere gli occhi come gli luccicavano.

That’s Amore… confesso di essere un po’ gelosa 😉

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Avere nelle scarpe la voglia di andare.

Avere negli occhi la voglia di guardare.

E invece restare prigionieri di un mondo che ci lascia soltanto sognare, solo sognare.

da: “Scusa ma ti chiamo amore”, Ed. Rizzoli, 2007

 

Number 23

Ieri ho visto il dvd Number 23 e ho pensato che non avrei potuto astenermi dallo scrivere un commento sul blog…
Il mio primo pensiero è stato che con la dietrologia dei numeri si può effettivamente combinare qualsiasi cosa. Ai numeri puoi far dire qualsiasi cosa. Certo è che sto numero 23 è veramente ricorrente. Così anch’io oggi mi sono messa a fare due calcoli:
la mia data di nascita: 15/10/1978… 1+5+1+0+1+9+7+8= 32 che è 23 al contrario
il numero civico dove abito: 5=2+3
stamattina ad un certo punto ho guardato il contakm per sapere quanti ne avevo percorsi da casa… 2,3km…

[Da Wikipedia]
Number 23 è un thriller psicologico del 2007 diretto da Joel Schumacher distribuito da New Line Cinema. Un viaggio nella psiche umana in bilico tra paranoia ed oscure coincidenze legate al numero 23. Uscito nelle sale cinematografiche statunitensi e britanniche il 23 febbraio 2007, mentre in Italia è stato distribuito il 23 aprile 2007.
Sparrow, è un’accalappiacani, sposato con Agatha e con un figlio adolescente, Robin. Un giorno a causa di un morso di un cane, arriva in ritardo ad un appuntamento con la moglie, che nell’attesa trova in una libreria in un libro intitolato The Number 23 scritto da un certo Topsy Kretts, e lo regala al marito in occasione del suo compleanno.
Walter inizia a leggere il libro, che descrive un inquietante caso di omicidio e narra le vicende del Detective Finderling e della passione per la dark lady Fabrizia, inizialmente incuriosito, man mano che la lettura va avanti, Walter trova delle analogie con la sua infanzia, e scopre anche che alcuni elementi della sua vita sono legati al numero 23, ne parla con la moglie e il figlio e il dott. Isaac French, amico di Agatha, dal quale spera di ricevere qualche spiegazione sulla teoria del numero 23. Walter non troverà il coraggio di mettere da parte il libro, e l’ossessione di Fingerling per il potere che si nasconde nel numero 23, diventerà sua. Entra in una terribile spirale ossessiva e paranoica che lo porterà a vedere il 23 in qualsiasi cosa. Dopo terribili incubi, dove sogna di uccidere la moglie, cerca di scoprire cosa si cela dietro il libro ed il suo fantomatico scrittore. Il libro termina al 22° capitolo, e Walter, sempre più ossessionato, sarà obbligato a far luce sui segreti del suo passato, prima di poter continuare a condurre una vita normale con la sua famiglia.

Jim Carrey stesso è legato al numero 23, e ha cambiato il nome della sua società di produzione in “JC23”.
Le riprese sono iniziate il 23 gennaio 2006.
23 sono i secondi necessari affinché il sangue circoli in tutto il corpo, 23 sono le lettere dell’alfabeto latino, Giulio Cesare è stato assassinato con 23 coltellate, i Maya pensavano che il mondo sarebbe finito il 23 dicembre 2012.
Il numero del negozio di Agatha è 698 ,6+9+8=23
La libreria dove Agatha trova il libro, si trova all’indirizzo 599, 5+9+9 = 23.
Il cane del film, definito “Il guardiano dei morti”, si chiama Ned, N 14° lettera, E 5° lettera, D 4° lettera, 14+5+4 = 23
Fingerling suona il sassofono, che è composto da 23 chiavi.
Impossibile non vedere analogie con i film Il teorema del delirio di Darren Aronofsky e L’uomo senza sonno di Brad Anderson.
L’hotel in cui Sparrow va a rifugiarsi nella stanza 23, nell’insegna luminosa sono accese solo H E L di hotel: H=8 + E=5 + L=10 = 23. Solo alla fine del film, quando i problemi del protagonista si risolvono, si vedono O e la T che si riaccendono con un tremolio.
La targa della macchina dell’amico di Agatha è “023 5HJ” 0+23 5+8+10= 23 23
È il 23° film del regista Joel Schumacher.
Joel Schumacher è composto da 14 lettere, Jim Carrey da 9. 14+9=23
Jim Carrey è composto da 9 lettere, Virginia Madsen da 14. 9+14=23
Walter Sparrow è composto da 13 lettere, Fingerling da 10. 13+10=23
2 diviso 3= 0,666, riferimento alla numerazione esoterica
Nel film Jim Carrey dice di essere nato il 3 febbraio, che scritto in data inglese è 2/3 (23)
Nella scena in cui Jim Carrey stà per investire il cane NED si può notare che la targa della macchina è “906 8TC” ossia : 9+0+6+8= 23 e T=20,C=3 20+3=23

Vento forte…

Cielo azzurro terso. Torino è bellissima col sole.  Vento forte e foglie secche per terra… passeggiare è piacevole.

Fa quasi caldo.

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Oggi non vorrei essere in ufficio a rifare disegni su cui ho lavorato per due settimane, buttati via per il solito inutile errore iniziale… vorrei prendere e partire, andare su… o piuttosto essere in giro in centro, lungo il Po o ai Giardini Reali a fare foto con i capelli al vento. Pazienza… Però è proprio una bella giornata!

Qualche ora e salgo in macchina. Direzione Bardonecchia. La settimana non è passata per nulla e il weekend volerà. E lunedì sarò di nuovo qui a rifare per la centesima volta questi disegni. Ne sono certa!

Smack a tutti buon we!

Dolcetto o scherzetto???

Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Tuttavia le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all’inverno ed era necessario – allora come adesso – ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.  

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È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all’interno.

Questa usanza nasce dall’idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate,infatti oggi si pensa che queste vaghino nell’oscurità della notte per rivendicare la loro morte(conciate in maniera orrenda o meno) e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween dove quest’ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro “normale” paranormalità. L’usanza è tipicamente americana, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l’uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe,di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell’Emilia-Romagna, dell’alto Lazio e della Toscana (dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo).

NOI STREGHE PROFUMIERE, PERSONALMENTE, FESTEGGEREMO LA NOSTRA SERATA AL “TABATA”…

Baci a tutti, ci aggiorniamo a lunedì…

questa sono io…

La sera leoni e la mattina co****ni… è proprio vero.
I festeggiamenti sono iniziati venerdì sera con una bottiglia di champagnino da Pepè, e poi quello che abbiamo bevuto al Sitting… E poi la festa di sabato, non finivo un bicchiere che ne avevo già un altro in mano…
Oggi cerco di riprendermi, e da lucida, tirare le somme. Quelle che sabato sera mi rifiutavo di tirare.
Da lucida, inizio a depennare certe persone da un elenco e inserirle in un altro.

Negli ultimi mesi ho imparato a farmi un’idea delle persone. So quelle di cui posso fidarmi, quelle che non voglio prendere in considerazione, quelle che mi lasciano perplesse. Sapevo. Ora, nel dubbio, ho spostato queste ultime nel gruppo precedente. O mi fido o non mi fido. E quelle di cui mi fido si contano in meno delle dita di una mano.
Poi ci sono le persone che stimavo ed apprezzavo, a cui volevo bene, e che ora per me non esistono più. Queste persone hanno finito di prendermi e girarmi come un calzino, ad approfittarsi del mio essere sempre ben disposta e amica con tutti. Perchè gli amici, se vogliono essere considerati tali, ci devono del rispetto. Lo so che sono drastica, ma per me in queste cose o è bianco o è nero. Non vedo sfumature.

Poi mi sono veramente stufata di dover dare spiegazioni di me stessa. Ci sono delle persone che mi prendono come sono e senza giudicarmi. Magari le conosco da poco tempo, ma mi hanno inquadrato subito. E dimostrato una certa maturità. Altre mi hanno sempre messa in croce per i miei modi di fare. E io questo non lo tollero più. Lo so che adesso non sono io. Che la mia facciata nasconde una persona fragile. Ma io sono così proprio a causa di queste ultime persone e di come loro si sono comportate con me. Non voglio e non ho bisogno di giudizi, perchè mi conosco meglio di chiunque altro.

Deve esserci qualcosa nell’aria, comunque, se oggi a pranzo un mio collega mi ha fatto lo stesso identico discorso di una mia amica ieri. Le stesse identiche parole. Cioè che, leggendo questo blog traspare una persona più profonda e riflessiva della facciata superficiale e allegra della Profumiera con gli amici.
Lo so. E’auto difesa. E’ difficoltà di mettersi in relazione con le persone, quando di queste non ti fidi più. Ma non vuol dire essere perfide e cattive, nè insensibili e menefraghiste. Non vuol dire voler a tutti i costi essere al centro dell’attenzione, non è colpa mia se i miei amici mi coccolano. Che non rifiuto le attenzioni perchè posso farlo. Perchè non ho nessun fidanzato a cui possa dare fastidio. Da fidanzata non ero e non sarò mai una Profumiera allegra.

Che vi piaccia o no sono così. Se vi da fastidio il mio comportamento, evitatemi come la peste, perchè non me l’ha prescritto il medico di dover andare d’accordo con tutti. Amo solo la gente che mi ama…

E sono 29…

E sono 29… o come dice Slaymer, 30-1!

  Cmnq è stato un gran bel we di festeggiamenti. Ho degli amici stupendi…

Ringrazio tutti per la festa stupenda, organizzata veramente bene, cena ottima, luci soffuse, musica e allegria. Perciò mando un bacio speciale a tutta la famiglia Tax, grazie anche per i bellissimi fiori! A tutti i miei amici, più o meno recenti, che mi dimostrano sempre di volermi bene ed essere presenti, alla mia dolce Lety, che senza di lei non so cosa farei. A Vale ed Ivan, ai miei “cugini” Denise e Roberto, che portando la piccola Elena hanno abbassato l’età media dei partecipanti! Al collega Marko e ad Ami, alla Giuly e a Claudia, a Francesco, a Demo e Viz… e infine, ma non per minore importanza al mitico gruppo dei migliori: la zia Michelle, Tiziano, Arturo, Paolo, Pasquale, Roby, il Vecchio, il Frisa che era in collegamento telefonico e il Ranzani che era lontano…

Ma quanto vi voglio bene??? Siete importanti e specialissimi… riadisco: ho degli amici stupendi.

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